#Leggonelweekend

Arriva il week-end e finalmente si può dedicare un po’ di tempo a sé stessi. Ci si può ritagliare qualche oretta per la lettura senza avvertire quell’irritante sensazione che ci si stia dimenticando di fare qualcosa di assolutamente importante.

La pila di mattoni iniziati e mai finiti, incute un certo timore. Anche i più volenterosi dopo essersi arenati molte volte, non osano più affrontarli.

Si può evitare questa frustrazione letteraria leggendo, ad esempio, Memoria delle mie puttane tristi di García Márquez.

Un libro rapido, una storia inaspettata. Personaggi così lontani dalla nostra realtà che potrebbero benissimo essere i nostri dirimpettai di pianerottolo.

Un testo adatto ad ogni tipo di lettore, da sbranare in un sol boccone in una giornata, se non addirittura in un pomeriggio.

Incipit


L’anno dei miei novant’anni decisi di regalarmi una notte d’amore folle con un’adolescente vergine. Mi ricordai di Rosa Cabarcas, la proprietaria di una casa clandestina che era solita avvertire i suoi buoni clienti quando aveva una novità disponibile. Non avevo mai ceduto a questa né ad altre delle sue tentazioni oscene, ma lei non credeva nella purezza dei miei principi. Anche la morale è unaquestione di tempo, diceva, con un sorriso maligno, te ne accorgerai. Era un po’ più giovane di me, e non avevo sue notizie da così tanti anni che poteva benissimo essere morta. Ma al primo squillo riconobbi la voce al telefono, e le sparai senza preamboli: << Oggi sì. >>

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