Cinque saggi da portare sotto l’ombrellone

Che meravigliosa parola. Vacanza. Finalmente si può scappare dai cingoli e dalle brutture della vita cittadina e lavoratrice.

Improvvisamente, si ha tempo, e in maniera riflessa, è arrivato il momento da dedicare alla lettura.

Per chi non sa cosa infilare nella valigia, ecco una piccola entrée di saggi.

La claque del libro, A. Borsani

Meravigliosa community quella dei bookbloggers. Pittoresca. Precedentemente alla massiccia proliferazione di influencer nei feed del 12,7% di lettori forti della popolazione italiana, esisteva una pubblicità editoriale. Che esiste tuttora non solo nei paginoni sui quotidiani. Un piccolo excursus curioso dall’altra parte della barricata.

187 pagine, due giornatine comode di lettura.

Sulla fotografia, S. Sontag

Sontag è la mia sailor moon / sailor intelletuale preferita. Adatto per le persone stufe di vedere nei feed dei social network foto di posti esotici, o finto tali. Immagini saturizzate all’esasperazione, tutte uguali. Per sviare da questa routine imposta da algoritmi tecnocrati, questo libro regala una bella rinfrescata. Questo permette di riportare al centro dell’attenzione la fotografia e l’immagine e smetterla di subire passivamente.

179 pagine da leggere religiosamente.

Il manuale del leccaculo, R. Stengel

Sì, l’ho già consigliato. E non smetterò di farlo. Brillante e ironico vi trascina in una storia della moina, del raggirare e del circuire. Il capitolo più importante è quello che sancisce come scansare abilmente certe narrazioni da santoni della produttività e dai libri sterili di self-help, tentazioni del lettore dell’ultimo minuto che capita in libreria.

381 pagine, una settimana di lettura sullo sdraino a bordo riva

Quanta diseguaglianza possiamo accettare? C. Arnsperger, P. Van Parij

Ammetto di non averlo letto, per cui vi illustrerò le motivazioni aprioristiche. Abassare il livello dell’essere ipocriti non è buonismo. Approffondire spunti etici non rende migliori, ma acuisce alcune profondità sottostimate. Si mettono a fuoco nuove cose. Utensili che possono essere utili in quelle discussioni che provocano l’orticaria al buon senso, nel momento in cui il sentire comune sembrerebbe prediligere forme anti-umanitarie.

Bonus point: la mia parte egoistica ed egotica lo pretende per smetterla di sentirsi in colpa di essere solo una bella ragazza, ignorante.

134 pagine, quando lo aprirò, potrò dirvi un tempo stimato di lettura

Donne che amano troppo, R. Norwood

E’ un libro che regalo spessissimo. Vademecum che ci ricorda a tutti che se l’amore è un gioco, chi gioca con i sentimenti a volte non è perché è biricchino. Una storia no, una serie di storie no, una continua tipologia di partner negativi non sono un caso. Potrebbero essere qualcosa su cui riflettere. Osservarsi e osservare per stare bene. Una (ri)lettura seria, da meditarci sopra. Per tenere lontani le spiacevoli liason estive e abbandonarsi a frequentazioni che fanno camminare su un manto di poesia.

300 pagine, non spaventatevi non è pesante, nonostante il tema sia serio. Donne nel titolo non significa che altre persone siano esenti da questo testo, leggetelo, vi farà solo che bene.

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